Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità


I nostri moduli di autoapprendimento progettati per giovani e, in particolar modo, giovani PwVHP (persone con disabilità visive, uditive e fisiche) hanno lo scopo di aumentare il coinvolgimento di questo importante gruppo target nel lavoro giovanile internazionale. Vogliamo dare a chiunque lo voglia la possibilità di diventare DARE Ambassadors (DARE Digital Storytelling Handbook, 2020) e quindi di spronare e promuovere la partecipazione a mobilità ed altre attività giovanili internazionali. I moduli sono progettati per fornire spunti di autoapprendimento su temi cruciali del lavoro giovanile inclusivo.

Questo primo capitolo si concentra sulle strategie di mobilitazione giovanile: esistono, nella nostra società, barriere che spesso impediscono la partecipazione di giovani, specialmente quelli con disabilità, a diversi aspetti della vita comunitaria. Con questo capitolo, puntiamo ad aumentare la consapevolezza riguardo possibili ostacoli partecipativi, in modo che siano visibili e possano essere ridotti passo dopo passo.

Questo modulo esplora i seguenti argomenti:

  • inclusione
  • i diversi tipi di barriere, e come superarle
  • la mobilitazione di giovani in generale, e in particolare giovani con disabilità

Che cosa imparerai in questo modulo?

  • A riconoscere l’importanza dell’inclusione a tutti i livelli;
  • A individuare potenziali barriere di partecipazione, e come superarle;
  • A coinvolgere più giovani e giovani PwVHPI in attività giovanili internazionali.

1 L’importanza dell’inclusione

1.1 Che cos’è l’inclusione?

Nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, 2009), l’inclusione è considerata un diritto umano. Essa garantisce a tutte le persone pari diritto alla piena partecipazione alla vita sociale e culturale, indipendentemente dal loro background, dal sesso, dall’età, dalla disabilità, ecc.

Ma l’inclusione non può esistere senza accessibilità (Wikipedia, 2016). Sebbene la Convenzione delle Nazioni Unite garantisca il diritto alla piena partecipazione a chiunque, le persone con disabilità si trovano quotidianamente di fronte a molte barriere che impediscono loro di esercitare questo diritto. Queste barriere sono spesso il risultato dell’inconsapevolezza e dell’ignoranza: purtroppo esistono, anche se la maggior parte di esse potrebbe essere eliminata con una pianificazione più attenta e accurata.

Ovviamente, l’obiettivo deve essere la riduzione o addirittura l’eliminazione di tali barriere. Questo vale anche per il lavoro giovanile internazionale, che, molto spesso, non è inclusivo: quando l’accesso a una determinata attività è difficile, ne conseguono frustrazione e chiusura, piuttosto che apertura e partecipazione a determinate attività.

Fonte.

1.2 Esempi di barriere

Per ridurre o eliminare le barriere di partecipazione, dobbiamo prima identificarle e comprenderle. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le barriere come segue (OMS, 2001): “Fattori nell’ambiente di una persona che, attraverso la loro assenza o presenza, limitano il funzionamento e creano disabilità. Questi includono aspetti come:

  • un ambiente fisico non accessibile;
  • mancanza di tecnologie di assistenza rilevanti (dispositivi assistivi, adattivi e riabilitativi);
  • atteggiamenti negativi delle persone nei confronti della disabilità;
  • servizi, sistemi e politiche che sono inesistenti o che ostacolano il coinvolgimento delle persone con una condizione medica in tutti gli ambiti della vita”.

Questa definizione indica che le barriere sono più di semplici ostacoli fisici e che possono ergersi su diversi livelli. Di seguito sono riportati tre esempi di possibili barriere (Unlimited, 2018 – risorsa in lingua inglese), con alcune strategie di prevenzione (CDC, 2019):

  • Le barriere attitudinali nascono dal modo in cui certi gruppi di persone sono considerati all’interno della società, visioni che spesso sono radicate nei nostri immaginari personali e collettivi. Gli atteggiamenti che ne derivano – pietà, tendenza al giudizio – possono a loro volta portare all’esclusione, alla discriminazione o alla creazione di nuove barriere. Se esiste, per esempio, la convinzione diffusa che la maggior parte delle persone disabili non possa viaggiare autonomamente, queste non verranno considerate come possibili partecipanti ad attività internazionali. Pertanto, a giovani PwVHPI non verrà presentata nemmeno presentata questa opportunità, perpetuando l’esclusione di questo gruppo. Per fortuna, si sono fatti molti passi avanti! Grazie soprattutto al modello sociale della disabilità (DARE Practical Guide of Inclusion, 2020, p. 12), c’è stato un cambiamento di prospettiva: la disabilità non è più vista come un deficit della persona, ma come un deficit della società, che non risulta in grado di rispondere ai bisogni specifici di una parte della sua popolazione. Per questo motivo, oggi, è possibile notare molti più approcci inclusivi, anche nel mondo del lavoro giovanile internazionale.
  • Le barriere comunicative si verificano quando le strategie di comunicazione tra due persone sono diverse. La mancanza di interpreti di lingua dei segni o la mancanza di sottotitoli nei video può essere un ostacolo per le persone sorde, così come la stampa a caratteri piccoli o contenuti online non adatti per essere letti dagli screen reader possono essere ostacoli per le persone ipovedenti. L’utilizzo di un linguaggio semplice o di un web design accessibile permette di adattare i contenuti alle diverse esigenze e rende le informazioni più dirette e facili da comprendere.
  • Le barriere fisiche sono ostacoli nell’ambiente che limitano il movimento o l’accesso a determinati locali delle persone. Esempi classici sono le scale che impediscono alle persone in sedia a rotelle di entrare in una stanza, o degli scaffali fissati in alto (raggiungibili solo da persone che possano stare in piedi).

Ci sono anche altre categorie di barriere (CDC, 2019 – risorsa in lingua inglese): alcune di esse rendono estremamente difficile la vita delle persone disabili. È anche importante essere consapevoli del fatto che, spesso, si verifica più di una barriera alla volta: ma non scoraggiarti! Piccole e attente modifiche al nostro modo di comunicare, o all’ambiente che ci circonda, possono già fare la differenza.

Fonte

1.3 Superare le barriere nel lavoro giovanile

La seguente panoramica evidenzia alcune delle barriere che possono sorgere nel contesto del lavoro giovanile e offre opzioni per affrontarle e superarle. Il documento Barriers to Participation (Council for Disabled Children, 2018 – risorsa in lingua inglese) fornisce ulteriori esempi facilmente replicabili. Ci possono essere molti modi diversi di affrontare le barriere alla partecipazione: naturalmente, è essenziale cercare soluzioni insieme a giovani PwVHP o a giovani di altri gruppi target per trovare approcci e soluzioni adeguate in modo collaborativo. In questo modo, il lavoro giovanile diventa accessibile a un numero sempre maggiore di persone, garantendo così una partecipazione inclusiva e paritaria. Di seguito, presentiamo alcuni suggerimenti per DARE Ambassadors che vogliano spronare la partecipazione di giovani PwVHPI ad attività giovanili a livello internazionale.

  • Molto spesso, giovani e giovani PwVHPI non sanno che hanno il diritto di partecipare ad attività giovanili internazionali. Come può cambiare questa situazione?
    • Cercando informazioni online sulle mobilità inclusive e condividendole con youth workers e giovani PwVHPI. Usando i social media, manterrai un contatto diretto ed efficace con entrambi questi gruppi;
    • Organizzando una campagna o un evento per promuovere l’importanza di mobilità internazionali inclusive e accessibili;
    • Utilizzando e consigliando l’app DARE, dove troverai informazioni sui tuoi diritti.
  • È comune per giovani PwVHPI avere paura, poca autostima o hanno avuto esperienze negative di esclusione e discriminazione. Come può cambiare questa situazione?
    • Invitando le persone con esperienze positive a condividerle e a rispondere a dubbi e incertezze;
    • Coinvolgendo youth workers, insegnanti ecc. nel processo di costruzione della fiducia.
    • Coinvolgendo giovani PwVHPI nella pianificazione e nelle attività, in modo che possano sviluppare le loro capacità e proporre attivamente soluzioni ai loro bisogni.
  • L’accessibilità (comunicativa, fisica, ecc.) non è tenuta in conto. Come può cambiare questa situazione?
    • Attirando l’attenzione di chi organizza l’attività, in modo da poterla adattare e rendere più accessibile;
    • Annotando i problemi di accessibilità per la pianificazione di future attività inclusive;
    • Creando con giovani partecipanti all’attività una panoramica di ciò che, secondo voi, dovrebbe essere considerato in termini di accessibilità. Ricorda e spiega che accessibilità non significa solo entrare in un edificio: significa che tutte le esigenze (non importa di chi) saranno prese in considerazione;
    • Cercando di mantenere un atteggiamento positivo e di creare un ambiente favorevole agli errori, dove si possa imparare insieme per trovare soluzioni collaborative ai problemi di accessibilità.

2. Mobilitazione giovanile

2.1 Il programma Erasmus+

Il programma dell’Unione Europea Erasmus+ (Commissione Europea, N/A) mira a mobilitare, cioè “mettere in movimento”, la gioventù europea. L’idea alla base del programma è quella di promuovere gli scambi internazionali di corto, medio e lungo periodo: partecipando a queste attività, giovani, con o senza disabilità, potranno sperimentare cose nuove, conoscere meglio altri paesi e società, aumentare la loro autostima e il loro senso di appartenenza all’Europa. Le attività inclusive sono una delle priorità di Erasmus+.

In quanto DARE Ambassador, condividi gli stessi obiettivi del programma Erasmus+: per questo, abbiamo sviluppato il Modello di Supporto DARE (Manuale Digitale per l’Empowerment DARE, 2020, p. 16) per mostrare le varie possibilità di sostegno, incoraggiamento e coinvolgimento di giovani PwVHPI (e non) in attività inclusive: sforzati di comprendere le ragioni che potrebbero impedire loro di partecipare e lavora insieme a loro per eliminare tali barriere!

All together. Fonte

2.2 Come coinvolgere giovani PwVHPI (e non) in attività internazionali inclusive

Come già emerso, è fondamentale individuare prima di tutto le barriere partecipative per giovani PwVHPI e provenienti da contesti marginalizzati: per scoprirle, puoi chiedere direttamente a loro, ma non sempre saranno consapevoli delle ragioni che impediscono la loro partecipazione, e non è detto che vogliano condividerle (in particolare, se sono ragioni di tipo personale).

Quindi, ha senso conoscere meglio chi state cercando di coinvolgere nella tua attività. Il seguente modello elaborato dal Consiglio d’Europa (2017, cap. 4) può aiutarvi, a entrare in contatto con gruppi target rilevanti.

Fase 1 – Conoscere il gruppo target nel loro ambiente

  • Visita i luoghi dove sai di poter incontrare persone appartenenti al gruppo target che vuoi coinvolgere nella tua attività, trascorri del tempo con loro e cerca di capire il loro ambiente e la loro situazione di vita;
  • Parla con loro delle loro esigenze e dei loro desideri, ascolta attivamente e raccogli informazioni pertinenti per identificare le barriere partecipative.

Fase 2 – Costruire un rapporto di fiducia

  • Mostra interesse per ciò che il gruppo target fa e il modo in cui lo fa: parla di esperienze passate e aspettative per il futuro;
  • Sii trasparente: un rapporto di fiducia si basa su scambi reciproci; Racconta le tue idee, i tuoi interessi e le attività in cui stai cercando di coinvolgere le persone del gruppo target.

Fase 3 – Analizza le informazioni

  • Valutare tutte le informazioni raccolte è importantissimo: ti aiuteranno a capire meglio le sfide e gli ostacoli che giovani PwVHPI e/o provenienti da contesti svantaggiati devono affrontare quotidianamente;
  • Sviluppa insieme al gruppo target idee su come ridurre o eliminare le barriere di partecipazione;
  • Non dare nulla per scontato: non avere paura di fare domande al gruppo target per verificare di aver risposto in modo efficace ed effettivo ad un determinato bisogno.

Fase 4 – Coinvolgimento attivo

  • Organizza attività locali, nazionali o internazionali inclusive e accessibili, tenendo conto dei bisogni del gruppo target, e quindi coinvolgendolo attivamente nella pianificazione dell’attività fin dal primo momento;
  • Chiedi il supporto del gruppo target per coinvolgere e mobilitare il maggior numero di persone possibile.

Attività 1.1

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titolo attività Guardati intorno!
Codice attività A1.1
Durata 1-2 ore
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Questa attività aiuta a rendere evidenti ai nostri occhi le strutture di esclusione della nostra società. Invita a riflettere sul mondo che ci circonda, ci permette di percepire le barriere e di avviare cambiamenti.
Materiali Carta e penna
Istruzioni Vogliamo invitarti in questo breve viaggio di fantasia.

Qui sotto troverai una storia: immagina di trovarti in questa situazione ed esplora l’ambiente circostante: chiudi gli occhi di tanto in tanto per visualizzare meglio tutto ciò che viene descritto.

Fase 1

Leggi la seguente storia.

“Arrivi in un ostello, dove soggiornerai durante uno scambio giovanile all’estero. Presto conoscerai altre persone che partecipano alla stessa attività, ma prima devi fare il check-in. Trovi la reception, dove ti vengono consegnate le chiavi della tua stanza. Cominci a cercare la tua camera: cammini tra i corridoi e passi davanti alla cucina, che il personale di pulizia sta sistemando in vista dell’ora di pranzo. Continuando a camminare, incontri un gruppo di persone che parlano e scherzano tra loro; nel salone, altre persone stanno giocando a ping-pong. Una coppia è seduta sul divano accanto a loro. Infine, lì, in fondo al corridoio, c’è la tua stanza: bussi ed entri. La persona con cui condividerai la camera è già lì e ti saluta con entusiasmo.

Fase 2

Ora prendi carta e penna. Leggi la storia ancora una volta e concentrati su tutte le persone menzionate. Chiudi gli occhi ogni volta che “incontri” una nuova persona/un nuovo gruppo di persone. Rispondi poi alle seguenti domande:

  • Chi è questa persona?
  • Che aspetto ha?
  • Quali sono le sue caratteristiche o attributi?
  • Noti qualcosa in particolare?

Fase 3

Di fronte a te c’è ora una lista di persone diverse, incontrate nella tua immaginazione. Sicuramente avrai incontrato molte persone diverse, ma quali persone/gruppi sociali erano presenti e quali mancavano?

Dai un’occhiata più da vicino alla tua lista e rispondi alle seguenti domande:

  • Hai incontrato persone di età diverse?
  • Hai incontrato persone di gender diversi (incluso nessun gender)?
  • Hai incontrato persone di colore?
  • Hai incontrato persone di orientamenti sessuali diversi?
  • Hai incontrato persone con disabilità?

In questo esercizio non esistono risposte giuste o sbagliate: ci mostra come vediamo il mondo che ci circonda, e spesso riflette il modo in cui il mondo che ci circonda viene rappresentato.

La maggior parte di noi interagisce con persone appartenenti a gruppi sociali simili, e non capita spesso di entrare in contatto, ad esempio, con persone disabili. Se non vediamo persone appartenenti a gruppi sociali diversi nemmeno nella nostra immaginazione, in un esercizio così facile, come possiamo notare le barriere che ci circondano e che impediscono loro di partecipare o di essere visibili?

Fase 4

Applica quanto appreso durante questo esercizio nella vita quotidiana: vai in un club giovanile, in un circolo sportivo o anche nella tua scuola, e chiediti “Chi manca?”. E non dimenticare di cercare di capire perché! Parla delle tue osservazioni e scambia idee con altre persone: attirando l’attenzione su questo aspetto (chi c’è, chi manca), puoi effettivamente mettere in moto un processo di cambiamento e di eliminazione delle barriere.

[Attività ispirata a The Park. No Barriers No Boarders, Salto Youth, 2003, p.14]

Attività 1.2

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titolo attività Portfolio per la mobilitazione giovanile
Codice attività A1.2
Durata Ricerca: 2 ore

Preparazione: 3 ore

Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Lo scopo di questa attività è quello di creare un portfolio per il lavoro giovanile internazionale inclusivo. Un portfolio è una raccolta di materiali, informazioni, immagini e siti web attraverso cui puoi illustrare ad altre persone le caratteristiche e le specificità del lavoro giovanile internazionale inclusivo. Quando inizi a raccogliere materiale per il portfolio, tieni a mente i diversi gruppi target di riferimento.

Durante la preparazione, potrai riflettere sulle tue conoscenze in materia e, allo stesso tempo, imparare cose nuove.

Materiali Come immagini il tuo portfolio? (vedi Fase 2)

  • In forma digitale: dispositivi digitali come computer, tablet, stampante, macchina fotografica, ecc.;
  • In forma cartacea: carta colorata, penne e pennarelli, colla, forbici, ecc.
Istruzioni Quando si parla di mobilitazione giovanile, può essere utile avere del materiale accattivante che mostri gli aspetti positivi degli scambi giovanili inclusivi e, allo stesso tempo, fornisca risposte ai possibili dubbi di chi desidera partecipare alla mobilità. Dato che troppe informazioni possono confondere, è importante ridurre il contenuto del vostro portfolio all’essenziale.

Fase 1: Ricerca

La prima cosa da fare è ricercare le informazioni più importanti. Puoi fare ricerche online, usare materiale stampato, foto, video e puoi anche parlare con diverse persone (in questo caso, persone che abbiano organizzato o partecipato ad attività giovanili inclusive, o persone che appartengano al tuo gruppo target).

Fase 2: Cartaceo o online?

All’inizio, è importante decidere come il portfolio dovrebbe apparire: questo dipende dal gruppo target, ma anche dai materiali e dalle risorse che hai a disposizione (vedi Fase 3). Ci sono sempre pro e contro.

  • Portfolio cartaceo

Un portfolio cartaceo può assumere la forma, per esempio, di un album di foto: puoi incollare foto, volantini, ecc. Se decidi di creare un portfolio cartaceo, pensa alla possibilità di scannerizzarlo, in modo da poter condividere il suo contenuto online e raggiungere più persone. Puoi trovare moltissime guide dettagliate online, ad esempio questo video (in lingua inglese).

  • Portfolio digitale

Un portfolio online può assumere la forma di un sito web, un profilo sui social media o un documento pdf, che può anche essere stampato se necessario. Il portfolio digitale può essere facilmente inviato via e-mail o altri canali. Se decidi di creare un portfolio digitale, consulta le linee guida per l’accessibilità presenti nel quinto capitolo della Guida Pratica DARE per l’Inclusione.

Fase 3: Selezione del materiale

Prendi del tempo per esaminare tutto il materiale che hai collezionato, dato che non puoi aggiungere tutto al portfolio. Tieni sempre a mente il tuo gruppo target quando selezioni le informazioni, le risorse, le immagini e i media rilevanti. Alcune domande utili che possono aiutarti in questa fase, sono:

  • Cosa c’è di buono in queste informazioni? Cosa, invece, non va bene?
  • Cosa mostra/spiega questo materiale?
  • A quali gruppi target si rivolge?
  • Questo materiale va bene per i gruppi target che vuoi raggiungere?
  • Il materiale è accessibile e scritto in un linguaggio universalmente comprensibile?
  • Se la risposta alla domanda precedente è no, cosa si può fare per adattare il materiale alle esigenze dei diversi gruppi target?

Costruisci una struttura per il tuo portfolio e ordina il tuo materiale in modo logico. Sarebbe bene assicurarsi che il portfolio mostri il valore aggiunto della partecipazione a scambi giovanili internazionali inclusivi.

Fase 4: Assemblaggio

Ricorda che puoi cambiare la struttura o aggiungere materiale, informazioni e immagini in qualsiasi momento, anche dopo aver creato il portfolio. Se non sei sicuro di qualcosa, verifica le informazioni! Puoi anche consultare altre persone che hanno esperienza in questo campo.

Assicurati sempre che il portfolio sia adatto al tuo gruppo target e non dimenticare di includere i tuoi contatti e/o quelli dell’organizzazione di riferimento.

Fase 5: Revisioni

Congratulazioni! Hai ora assemblato un portfolio sul lavoro giovanile internazionale inclusivo: sicuramente, hai imparato molto e il tuo lavoro contribuirà ad avvicinare più persone alle mobilità Erasmus+.

Condividi il tuo prodotto e ricorda di ricontrollarlo, di tanto in tanto: è possibile che certe informazioni, dopo un po’ di tempo, non siano più valide, o che tu non abbia considerato certi aspetti.

[Attività sviluppata da Kreisau-Initiative e. V.]

Approfondimento 1.1

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titolo risorsa Access Study on international youth exchange. Results of the research project (Forschung und Praxis im Dialog, 2019)
 Codice risorsa R 1.1
Introduzione

Gli scambi internazionali sono esperienze importanti per giovani con disabilità e non: questo studio esplora i motivi che ne ostacolano la partecipazione. La risorsa è in lingua inglese.

Perché questa risorsa?

Grazie a questo studio, capirai quali fattori (e ostacoli) possano influenzare il numero di persone che partecipano agli scambi internazionali di giovani. Queste informazioni possono essere importanti per sviluppare attività più inclusive o più vicine agli interessi della gioventù contemporanea, in modo da aumentare il numero di partecipanti (con disabilità e non!).
Link: Access Study on international youth exchange. Results of the research project


Approfondimento 1.2

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titolo risorsa No Barriers, No Borders
Codice R 1.2
Introduzione

No Barriers, No Borders è un opuscolo pubblicato da Salto Youth che mira a stimolare la partecipazione di giovani con disabilità a progetti giovanili internazionali. Promuove progetti internazionali a partecipazione mista. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa?

L’opuscolo fornisce un’ampia prospettiva sui progetti a partecipazione mista e ti permette di pensare in modo più inclusivo. Fornisce, inoltre, consigli e suggerimenti pratici su come promuovere la partecipazione attiva.
Link No Barriers No Borders

Approfondimento 1.3

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titola risorsa Modello di Supporto DARE
Codice R 1.3
Introduzione

Il Modello di Supporto DARE mostra come promuovere l’importanza della partecipazione attiva, a tutti i livelli, di giovani con e senza disabilità, tuoi pari. Il modello presenta 5 situazioni o fasi, a seconda delle circostanze in cui ti troverai ad agire.
Perché questa risorsa? Potrai approfondire tecniche e strategie per coinvolgere più giovani in attività locali e internazionali, tra cui le mobilità Erasmus+ o il volontariato a breve, medio e lungo termine.
Link Il Modello di Supporto DARE nel Manuale Digitale per l’Empowerment DARE

Approfondimento 1.4

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titolo risorsa Guida Pratica DARE per l’Inclusione
Codice R1.4
Introduzione

Il capitolo 2 della Guida Pratica DARE per l’Inclusione, “Oltre le barriere”, parla degli ostacoli alla partecipazione e delinea le strategie per superarli.
Perché questa risorsa? Capirai meglio le cause e le conseguenze delle barriere partecipative per giovani PwVHPI. Comprenderai, inoltre, come affrontarle ed eliminare, a partire da una serie di esempi pratici.
Link Guida Pratica DARE per l’Inclusione

Approfondimento 1.5

Titolo modulo Modulo 1: Affrontare le sfide e superare le barriere: come supportare giovani con e senza disabilità
Titolo risorsa Removing barriers
 Codice R1.5
Introduzione

Questo breve video (1:41min) illustra il modello sociale delle disabilità e mostra che, rimuovendo le barriere, si può garantire a qualsiasi persona la piena partecipazione alla vita sociale e culturale. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Comprenderai lo stretto rapporto che c’è tra l’eliminazione delle barriere e la garanzia di una piena partecipazione.
Link Removing Barriers

Riferimenti

Per approfondire la terminologia usata in questo modulo, ti invitiamo a leggere la Guida Pratica DARE per l’Inclusione.

Bibliografia

WHO (World Health Organization), 2001. International classification of functioning, disability and health. p. 214

Sitografia

CDC Centre of Disease Control and Prevention, 2019. Common Barriers to Participation Experienced by People with Disabilities. – ultimo accesso 9 luglio 2020

Council for Disabled Children, 2018. Factsheet #4: Barriers to Participation. – ultimo accesso 12 luglio 2020

Council of Europe, 2017. T-Kit 8: Social Inclusion. – ultimo accesso 12 luglio 2020

DARE Digital Storytelling Handbook. 2020. The DARE Youth Peer Support Model. – ultimo accesso 2 settembre 2020

DARE Mobile App. 2020. – ultimo accesso 2 settembre 2020

DARE consortium, 2020. Practical Guide for Inclusion – ultimo accesso 2 settembre 2020

Erasmus+ Programme Guide – ultimo accesso 9 luglio 2020

European Commission. N/A. What is Erasmus+? – ultimo accesso 9 luglio 2020

Forschung und Praxis im Dialog. 2019. Access Study on international  youth exchange. Results of the research project – ultimo accesso 12 luglio 2020

Inclusion Europe. 2019. What is the UN CRPD? – ultimo accesso 12 luglio 2020

Salto Youth. 2003. No Barriers No Borders – ultimo accesso 10 luglio 2020

United Nations enable. N/A. EasyRead guide: International agreement on the rights of disabled people – ultimo accesso 12 luglio 2020

Unlimited. 2018. Removing Barriers – ultimo accesso 12 luglio 2020

Wikipedia. 2016. Accessibility – ultimo accesso 2 settembre 2020

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