Modulo 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+


“Dalla scuola alle mobilità Erasmus+” è il terzo dei cinque moduli sviluppati per youth workers, insegnanti e chiunque lavori in ambito giovanile. Questo modulo mira a migliorare le capacità e le competenze di chi voglia lavorare con giovani PwVHPI (persone con disabilità visive, uditive e fisiche), e fornisce le conoscenze e le competenze adeguate affinché youth workers e insegnanti possano:

  • Diffondere nelle scuole informazioni sulle opportunità che esistono nell’ambito delle mobilità Erasmus+;
  • Motivare giovani e insegnanti a partecipare alle mobilità Erasmus+ utilizzando metodi e attività di apprendimento non formali;
  • Introdurre il concetto di apprendimento non formale nelle scuole.

Questo modulo esplora i seguenti argomenti:

  • Che cos’è l’educazione non formale?
    • Educazione formale, informale e non formale
    • Principi dell’educazione non formale
    • Tecniche dell’educazione non formale
  • Mobilità Erasmus+
  • Opportunità per scuole nel Programma Erasmus+
  • Attività per informare giovani e insegnanti sulle opportunità offerte da Erasmus+

Cosa imparerai in questo modulo?

  • A riconoscere le differenze tra i principi e gli ambienti di apprendimento non formali e formali;
  • A elaborare un piano per l’attuazione di attività di educazione non formale;
  • A implementare attività, strumenti e metodi non formali;
  • A praticare il coinvolgimento di giovani in ambienti di apprendimento non tradizionali;
  • A identificare ed elencare le opportunità di mobilità Erasmus+;
  • Ad apprezzare il valore degli ambienti di apprendimento non formali e non tradizionali nell’ambito del lavoro giovanile internazionale.

1. What is non-formal education?

1. Cos’è l’educazione non formale?

1.1 Educazione formale, informale e non formale

Esistono tre modalità di apprendimento (Gadoularov and Romanica, n.d):

  • L’apprendimento formale è l’apprendimento tipicamente fornito da un istituto di istruzione o formazione, strutturato (in termini di obiettivi di apprendimento, tempo di apprendimento o supporto all’apprendimento) e testimoniato da una certificazione. L’apprendimento formale è intenzionale da parte della persona che sta imparando/ha imparato.
  • L’apprendimento non formale è l’apprendimento che non è fornito da un istituto di istruzione o formazione e che di solito non porta a nessun tipo di certificazione. È tuttavia strutturato (in termini di obiettivi di apprendimento, tempo di apprendimento o supporto all’apprendimento). L’apprendimento non formale è intenzionale da parte della persona che sta imparando/ha imparato.
  • L’apprendimento informale è l’apprendimento derivante dalle attività della vita quotidiana legate al lavoro, alla famiglia o al tempo libero. Non è strutturato (in termini di obiettivi di apprendimento, tempo di apprendimento o supporto all’apprendimento) e tipicamente non porta a nessun tipo di certificazione. L’apprendimento informale può essere intenzionale ma, nella maggior parte dei casi, non lo è (e si può definire “accidentale”).

Maggiori informazioni sulle differenze tra apprendimento formale, non formale e informale sono facilmente reperibili online.

1.2 Caratteristiche dell’educazione non formale

Le caratteristiche dell’apprendimento non formale sono (Gadoularov e Romanica, n.d):

  • La centralità di chi sta imparando: i contenuti, le metodologie utilizzate, i luoghi e i tempi devono essere basati sulle esigenze e gli interessi della persona che sta iniziando il percorso di apprendimento.
  • Trasparenza: tutti gli aspetti del processo di apprendimento dovrebbero essere chiari e concordati tra le parti fin dal primo momento.
  • Riservatezza: tutto ciò che accade in un’attività di apprendimento è riservato e non viene comunicato a chi non fa direttamente parte del rispettivo processo.
  • Volontarietà: chi impara partecipa al processo di apprendimento in modo volontario.
  • Partecipazione attiva: chi impara ha l’obbligo di partecipare attivamente alle attività e ai processi di apprendimento.
  • La proprietà dell’apprendimento è di chi sta imparando: chi sta imparando dovrebbe assumersi la responsabilità del proprio apprendimento.
  • Valori e pratiche democratiche: durante le attività di formazione, le modalità di apprendimento utilizzate dovrebbero essere compatibili con i rispettivi contenuti.

1.3 Tecniche dell’educazione non formale

La partecipazione attiva all’apprendimento non formale è promossa utilizzando alcune tecniche, tra cui (Peace Corps, US, 2004), (Kokkos, 2014, pp. 138-177):

Tecnica Descrizione
Attività rompighiaccio Attività ludica introduttiva per permettere a tutte le persone che partecipano al processo di apprendimento di conoscersi meglio.
Lezione Presentazione dell’argomento alla classe da parte di trainer e insegnanti.
Discussione domande/risposte Trainer e insegnanti fanno domande o dichiarazioni provocatorie, di solito preparate in anticipo, per stimolare il pensiero collettivo e individuale e intavolare una discussione sugli argomenti presentati.
Brainstorming Le persone che stanno imparando rispondono a un problema esposto da trainer e insegnanti proponendo idee e pensieri per trovare una soluzione adatta.
Dimostrazione pratica Una performance strutturata di un’attività per facilitare un apprendimento pratico degli argomenti presentati.
Lavoro di gruppo Gruppi diversi discutono o lavorano su un determinato tema, e presentano i loro risultati al resto della classe. La divisione dei gruppi dovrebbe essere casuale, l’unica eccezione è quando abbiamo bisogno di creare gruppi ad hoc. Se decidete di dividere i gruppi in base a determinati criteri, dovreste spiegarli alla classe.
Apprendimento autogestito Può essere fatto individualmente o con l’apprendimento di gruppo, ma il concetto generale è che chi sta imparando decide cosa e come imparare, grazie alla guida di trainer e insegnanti.
Fishbowl (letteralmente, “vaschetta dei pesci”) Quella del “fishbowl” è una tecnica per l’osservazione strutturata di un processo di gruppo. Il gruppo è diviso in due, con metà del gruppo nel ruolo di chi osserva e l’altra metà nel ruolo di chi partecipa attivamente. Chi osserva sta in piedi o si siede in cerchio attorno all’altro gruppo. Ad entrambi i gruppi vengono assegnati compiti specifici da svolgere; a chi osserva viene chiesto di notare comportamenti specifici, mentre l’altro gruppo svolgerà determinati compiti predeterminati.
Classe capovolta Chi apprende studia la lezione a casa, preventivamente, e lavora ai compiti e alla risoluzione dei problemi dal vivo durante le lezioni.
Role-play Un breve sketch per simulare una situazione di vita reale che illustra un determinato problema o conflitto.
Casi-studio Lavorando individualmente o in gruppo, le persone che stanno imparando cercano soluzioni relative a una situazione presentata. La situazione dovrebbe provenire dalla realtà (qualcosa che è accaduto o che può accadere).
Gioco di simulazione Divisa in gruppi, la classe riceve dati critici su una situazione, prende decisioni, riceve un feedback e intraprende ulteriori azioni (correttive e non). I giochi incoraggiano le persone a prendere in mano il proprio processo di apprendimento e a testare nuove conoscenze o abilità.
Storytelling L’uso dello storytelling nel processo di apprendimento stimola creatività ed empatia.
Riflessione La classe analizza individualmente una situazione accaduta o un’attività precedente, e la confronta con la realtà presente e futura.
Escursione Un’escursione permette alle persone che stanno imparando di vedere un esempio pratico di un’attività o di una situazione che li riguarda.

2.Le mobilità Erasmus+

2.1 Progetti di mobilità nel campo dell’istruzione, formazione e gioventù

Il programma Erasmus+ dell’Unione Europea finanzia azioni specifiche al fine di “fornire opportunità alla gioventù di acquisire competenze e crescere, grazie all’apprendimento non formale e informale” (Commissione Europea, 2020).

L’obiettivo di questo programma è quello di aumentare il livello di competenze e abilità chiave della gioventù europea, compresi giovani provenienti da contesti svantaggiati, e di youth workers, per promuovere la cittadinanza attiva, il dialogo interculturale, l’inclusione sociale e la solidarietà. Un altro obiettivo è quello di garantire la partecipazione della gioventù in tutta Europa alla vita democratica e al mercato del lavoro, di promuovere il miglioramento della qualità del lavoro giovanile attraverso il rafforzamento della cooperazione tra le organizzazioni del settore, di integrare le riforme politiche a livello locale, regionale e nazionale e di sostenere lo sviluppo di politiche giovanili attuali, nonché il riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale, e di rafforzare la dimensione internazionale delle attività giovanili (Commissione Europea, 2016).

I progetti di mobilità per giovani e youth workers possono durare da pochi giorni a due anni e possono comprendere una o più delle seguenti attività:

  • Gli scambi di giovani permettono a gruppi di giovani di intraprendere un programma strutturato di attività (ad esempio un mix di workshop, esercizi, dibattiti e giochi di ruolo) in un altro paese, in UE o altrove. Sono aperti a tutti i giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Le attività durano 5-21 giorni.
  • Il Servizio Volontario Europeo (SVE) offre l’opportunità di sviluppare competenze contribuendo al lavoro quotidiano di organizzazioni in settori quali assistenza sociale, ambiente, programmi di educazione non formale, ICT, cultura e molti altri. Lo SVE è aperto a giovani di età compresa tra i 17 e i 30 anni. Un’attività SVE dura dai 2 ai 12 mesi, ma in alcuni casi sono possibili attività SVE a breve termine (a partire da 2 settimane).
  • Le mobilità di youth workers sostengono lo sviluppo professionale di questa categoria attraverso, ad esempio, seminari internazionali, corsi di formazione, visite di studio o job shadowing all’estero presso un’organizzazione attiva nel settore giovanile. Le attività di mobilità possono durare da 2 giorni a 2 mesi.

Erasmus+ sostiene inoltre progetti di partenariato per organizzazioni, istituzioni, aziende e organizzazioni di ricerca che desiderino scambiare buone pratiche o svilupparne di innovative. Sostiene il dialogo politico e la cooperazione sulle questioni giovanili tra i paesi di tutta l’UE, i paesi terzi, le organizzazioni internazionali (in particolare il Consiglio d’Europa) e le organizzazioni non governative europee (ONG) nel settore della gioventù (Ibidem).

3. Erasmus+ e scuola

3.1Opportunità per le scuole nell’ambito del programma ERASMUS+

Erasmus+ offre un programma a cui possono aderire tutte le scuole – pre-primaria, primaria e secondaria. Sono disponibili finanziamenti per progetti di mobilità del personale e per partenariati transfrontalieri. Intere classi possono visitare le scuole partner, oppure gruppi più piccoli possono trascorrere un periodo più lungo in una scuola di un altro paese (Commissione Europea, 2019).

Nell’ambito di questo programma, esistono sono due azioni chiave:

  1. La prima azione chiave prevede finanziamenti per lo sviluppo professionale del personale scolastico, in modo che insegnanti e staff possano trascorrere un periodo all’estero in un’altra scuola o seguire un corso di formazione in un altro paese.
  2. La seconda azione chiave offre ai partner del progetto la possibilità di scambiare personale e/o gruppi studenteschi o di sviluppare un prodotto nuovo e innovativo. Il finanziamento copre brevi soggiorni di gruppo (da 3 giorni a 2 mesi) o periodi di scambio più lunghi (da 2 a 12 mesi) per giovani iscritti a qualsiasi istituzione di istruzione secondaria (Ibidem).

Secondo il rapporto del 2018 di Sirius (la rete europea per le politiche sull’educazione dei migranti), un grande potenziale risiede soprattutto nella cooperazione tra organizzazioni esperte di educazione non formale e le scuole. Ad esempio, le gite nei musei e nei centri scientifici possono creare entusiasmo, suscitare interesse e sviluppare atteggiamenti positivi nei confronti della scienza; l’educazione non formale, in più, può aumentare l’autostima, la consapevolezza di sé e creare un senso di responsabilità, promuove la cittadinanza attiva, le capacità di comunicazione e il lavoro tra pari. Il rapporto raccomanda quindi un maggiore sforzo da parte delle scuole per formare partenariati con altre istituzioni per integrare il loro curriculum formale con spunti di educazione non formale (Lipnickienė, K., Siarova, H., van der Graaf, L., 2018).

4. Informare giovani e insegnanti sulle mobilità Erasmus+

In seguito sono evidenziate alcune attività che possono essere realizzate per informare giovani e insegnanti sulle possibilità offerte dal programma Erasmus+, seguendo le tecniche di apprendimento non formale:

4.1. Testimonianze

Una testimonianza è un tipo di review e di prova sociale che ha lo scopo di aiutare a superare certe obiezioni, fornendo una prova concreta, proveniente dai nostri pari, “che la decisione che stiamo per prendere è quella giusta” (Patel, 2017). La prova sociale “è un fenomeno psicologico in cui le persone si conformano alle azioni altrui partendo dal presupposto che tali azioni riflettano il comportamento corretto” (Santora, 2020).

Nell’ambito delle attività per informare giovani e insegnanti sulle opportunità offerte da Erasmus+, sarebbe utile raccogliere e condividere con loro le testimonianze di partecipanti (attuali o precedenti) a tali attività. Queste testimonianze possono essere presentate sotto forma di testo, in formato video o incluse in materiale promozionale su siti web o su carta stampata.

4.2 Serate informative

Durante questi eventi si può sperimentare con diversi elementi di educazione non formale per coinvolgere il pubblico, come giochi di ruolo, brainstorming per comprendere le aspettative delle persone interessate, ecc.

4.3 Fiere informative

L’organizzazione di una fiera è più impegnativa di quella di una semplice serata informativa. L’obiettivo è quello di mettere in contatto organizzazioni che lavorano in ambito mobilità Erasmus+ con i gruppi target predefiniti (giovani e personale scolastico). Le organizzazioni di volontariato che lavorano con il programma Erasmus+, provenienti da tutta Europa, potranno presentarsi e farsi conoscere da giovani locali attraverso stand informativi, volantini e brevi presentazioni o workshop.

Attività 3.1

Titolo modulo Modulo 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo attività Pianificare e progettare una fiera Erasmus+
Codice attività A3.1
Durata attività 3-5 ore
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Questa attività consente di acquisire informazioni e conoscenze per la pianificazione e realizzazione di una fiera Erasmus+ al fine di coinvolgere i relativi gruppi target (insegnanti, partecipanti, famiglie, ecc.) nel programma Erasmus+.
Materiali

Materiale per prendere appunti, penne o matite.

Opzionale: un dispositivo digitale come computer, laptop, tablet o smartphone con un editor di testo.

Istruzioni

L’associazione nazionale per l’educazione superiore ha deciso di chiedere a te e al tuo team di organizzare una Fiera Erasmus+. Sono previsti 80 partecipanti, appartenenti a gruppi target come gioventù, famiglie, insegnanti. Per progettare e pianificare con successo questo evento è necessario seguire una serie di passaggi semplici ma fondamentali:

Fase 1: Preparati!

Organizzare un evento non è un compito semplice, perciò ti consigliamo di prestare attenzione e in primis prepararti mentalmente. Se hai organizzato un evento nel passato, probabilmente saprai che non tutto va secondo i piani e che dovrai affrontare varie sfide. Quindi, sarà importante avere pazienza – e preparare chiunque collaborerà con te per la pianificazione e realizzazione dell’evento!

Fase 2: Definisci!

Formula gli obiettivi della Fiera nel modo più specifico possibile: vuoi trasmettere conoscenze generali o su un argomento specifico? Il formato dell’evento dipenderà dalle seguenti risposte: il suo concetto, i tempi e la durata, la distribuzione dei ruoli all’interno del team, la disposizione della sala, il catering e il suono. Cerca di non limitarti ai formati tradizionali. Dai un’occhiata al formato TED, ai brunch tematici, agli eventi online, agli eventi all’aperto. Ciò che conta è che il vostro formato aiuti a raggiungere l’obiettivo della fiera.

Fase 3: Pianifica!

Crea un documento e mettilo a disposizione di tutta la squadra, in modo che ogni persona sia in grado di vedere i compiti degli altri membri del team. In primo luogo, preparate una lista dei compiti principali, e poi create una serie di sottocompiti (nel modo più dettagliato possibile) che devono essere completati per raggiungere l’obiettivo generale. È importante evidenziare le tempistiche per la realizzazione di ogni sottocompito: questo aspetto della pianificazione è spesso sottovalutato. Per il documento, è possibile utilizzare i modelli di Google, programmi come Trello o anche un semplice foglio di Excel.

Fase 4: Quanto costa?

Guarda l’elenco dei compiti e pensa al modo in cui si inseriscono nel budget a tua disposizione. Vale anche la pena di pensare a un fondo aggiuntivo in caso di situazioni imprevedibili. Come opzione, potete usare un modello di budget online e adattarlo alle vostre esigenze, o crearne uno da zero.

Fase 5: Realizza!

Fino a questo punto, hai pensato a tutto nei minimi dettagli per creare un’esperienza piacevole per i gruppi target che parteciperanno alla fiera: dove e come registrarsi, il tipo di accoglienza, la scelta della musica di sottofondo, l’estetica e il contenuto delle presentazioni, cosa fare durante le pause.

Fase 6: Chi fa cosa?

È molto importante distribuire i compiti tra i membri del team che prenderanno parte alla realizzazione dell’evento. Esempi di ruoli da assegnare sono: responsabili della zona di registrazione e accoglienza di partecipanti ed eventuali ospiti, chi lavorerà al catering, chi alle attrezzature, chi si occuperà della comunicazione con la stampa, ecc.

Dai ad ogni persona che fa parte del tuo team un elenco di tutte le responsabilità assegnate, in modo che si sappia chi contattare per qualsiasi problema specifico.

Fase 7: Richiedi un feedback

Chiedi sempre alle persone che hanno partecipato al tuo evento di completare un modulo di valutazione (online o cartaceo). Chiedi loro di valutare vari aspetti dell’evento: la logistica, contenuti, luoghi, ecc. Queste informazioni ti aiuteranno a migliorare la qualità dei tuoi eventi rispondendo a esigenze comprovate. Se possibile, chiedi un feedback attraverso i social network o registra recensioni video/testimonianze alla fine del tuo evento. Puoi scegliere tra moltissimi modelli di valutazione, tra cui:

Event Evaluation Survey

FREE 9+ Event Evaluation Samples in PDF | MS Word | Excel

Your Complete Guide to the Event Evaluation Process

Cerca di rimanere ottimista e il tuo evento sarà un successo!

Attività 3.2

Titolo modulo Modulo 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo attività Selezione di metodi e attività di partecipazione attiva nell’ambito del lavoro giovanile internazionale
Codice A3.2
Durata attività 2 ore
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività L’obiettivo di questa attività è quello di sostenere youth workers, youth leaders e insegnanti nel processo di approfondimento di metodi e tecniche di educazione non formale per incoraggiare la partecipazione attiva.
Materiali

Materiale per prendere appunti, penne o matite.

Opzionale: un dispositivo digitale come computer, laptop, tablet o smartphone con un editor di testo.

Istruzioni

La scuola superiore della tua città ha invitato te e il tuo team ad organizzare un’attività basata sull’importanza della partecipazione attiva, con un focus speciale sulle mobilità Erasmus+.

Fase 1: Scrivi il titolo dell’attività e analizza i target group che saranno presenti: età, livelli d’istruzione, hobby, ecc.

Fase 2: Determina i risultati dell’apprendimento: quali conoscenze e abilità acquisirà chi parteciperà all’incontro?

Fase 3: Scegli il metodo e la durata dell’attività: quale metodo di educazione non formale sceglierai di usare, per quale motivo e per quanto tempo? Per esempio, potresti dividere il gruppo in gruppi più piccoli (fino a 5 persone) e assegnare ad ognuno un compito chiaro, ad esempio cercare informazioni online su un determinato argomento, che ogni gruppo presenterà all’intera aula di partecipanti. In questo modo, rafforzerai le abilità di comunicazione e la loro capacità di cooperare tempestivamente per uno scopo comune, ossia studiare un argomento e presentare i risultati del loro lavoro in modo chiaro e comprensibile. Se non sai che metodo scegliere, prova a guardare questo video: “How to develop Non-Formal Education activities | Tips and Tricks for trainers” (risorsa in lingua inglese).

Fase 4: Cerca di capire che tipo di domande e informazioni potrebbero aiutare la classe nel processo di apprendimento collettivo e individuale. Organizzare gli argomenti in ordine logico è di fondamentale importanza.

Fase 5: Stabilisci di quale attrezzatura tecnologica o di altro tipo avrai bisogno per realizzare questa attività.

Fase 6: Decidi come monitorerai e valuterai il processo di apprendimento, come determinerai cosa ha funzionato e cosa no. Come saprai di aver raggiunto i risultati che avevi prefissato? Per capire meglio l’importanza della valutazione nell’ambito dell’educazione non formale, guarda il seguente video: “What is Evaluation in Non-Formal Education environment? Process and Importance of Evaluation” (risorsa in lingua inglese).

Fase 7: Pensa ai rischi più significativi che potrebbero avere un impatto sulla tua attività e prepara un piano B.

Durante tutti i suddetti passi, dovresti tenere a mente la parte teorica di questo modulo e i seguenti fattori chiave:

  • La modalità di interazione e comunicazione reciproca;
  • Il modo in cui le informazioni presentate durante questa attività verranno condivise all’esterno;
  • Gli aspetti pratici da considerare per garantire un’attività efficace.

Attività 3.3

Titolo modulo Modulo 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo attività Creare un questionario di valutazione
Codice attività A3.3
Durata attività 2 ore
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Grazie a questa attività, imparerai a creare un questionario di valutazione che ti aiuterà nella pianificazione e organizzazione delle tue attività future.
Materiali

Materiale per prendere appunti, penne o matite.

Un dispositivo digitale come computer, laptop, tablet o smartphone con un editor di testo.

Istruzioni

Prima di iniziare, bisogna tenere presente che un questionario di valutazione contiene una lista di domande che servono per comprendere cosa ha funzionato e cosa no in una determinata situazione. Questo questionario è comunemente sviluppato quando gli scopi e gli obiettivi dell’apprendimento sono già stati determinati.

Fase 1: Scrivi il titolo dell’attività per cui svilupperai il questionario di valutazione.

Fase 2: Determina chi e come completerà il questionario di valutazione.

Fase 3: Scegli le domande, che dovranno essere pertinenti e rilevanti rispetto all’attività svolta, concentrandosi sugli scopi e gli obiettivi correlati.

Fase 4: Dai priorità alle domande in base alla loro importanza e al modo in cui rispondono alle esigenze della valutazione. A seconda del gruppo target, occorre scegliere tra domande a risposta chiusa e domande aperte.

Fase 5: Ricorda di ricontrollare le domande per avere la certezza che siano pertinenti all’attività in questione.

Considera inoltre i seguenti consigli:

  • Elabora un questionario breve e conciso;
  • Includi una breve introduzione e una dichiarazione di intenti;
  • Mantieni le domande neutre;
  • Classifica le domande in base al loro livello di difficoltà;
  • Ricontrolla tutto il questionario prima di somministrarlo;
  • Lascia uno spazio vuoto o aggiuntivo alla fine delle domande per eventuali commenti.

Approfondimento 3.1

Titolo modulo Modulo 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo risorsa YOUTRAIN: What is Non-Formal Education? 7 principles of NFE
Codice R3.1
Introduzione Questo breve video spiega principi e metodologie dell’educazione non formale. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Acquisirai familiarità con il significato di educazione non formale in modo rapido e divertente.
Link What is Non-Formal Education? 7 principles of NFE

Approfondimento 3.2

Titolo modulo Modulo 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo risorsa YOUTRAIN: How to develop Non-Formal Education activities | Tips and Tricks for trainers
Codice R3.2
Introduzione Questo video dà consigli e informazioni basiche su come sviluppare attività di educazione non formale. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Questo video aiuterà a capire come si sviluppano le attività di educazione non formale. Inoltre, il video fornisce alcuni consigli per migliorare le competenze professionali del personale coinvolto nello youth work.
Link How to develop Non-Formal Education activities | Tips and Tricks for trainers

Approfondimento 3.3

Titolo modulo Module 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo risorsa Non-Formal and Informal Education: History, Current Issues and Questions
Codice R3.3
Introduzione Stéphanie Gasse, specialista in scienze dell’educazione, parla con Thierry Ardouin evidenziando alcuni aspetti dell’educazione non formale e informale e della loro storia. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Approfondirai le tue conoscenze sull’educazione non formale da una punto di vista scientifico e secondo una prospettiva internazionale, oltre i confini dell’Unione Europea.
Link Non-Formal and Informal Education: History, Current Issues and Questions

Approfondimento 3.4

Titolo modulo Module 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo risorsa Top Tools for Learning 2020
Codice R3.4
Introduzione Questo articolo presenta la lista dei migliori strumenti per l’apprendimento del 2020. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Studiando questa lista, approfondirai la tua conoscenza degli strumenti digitali più utili in termini di apprendimento.
Link Top 200 Tools for Learning
Link to resource: Top 200 Tools for Learning

Approfondimento 3.5

Titolo modulo Module 3: Dalla scuola alle mobilità Erasmus+
Titolo risorsa How to raise an inventor: technology and engineering learning material for schools
Codice risorsa R3.5
Introduzione Questo progetto biennale finanziato da Erasmus+ punta sull’espansione delle iniziative STEAM a livello scolastico, migliorando conoscenze e competenze negli ambiti della tecnologia e dell’ingegneria di giovani e insegnanti.
Perché questa risorsa? Il materiale informativo e i risultati di questo progetto potrebbero ispirarti a partecipare in simili attività, magari finanziate proprio dal programma Erasmus+.
Link How to raise an inventor: technology and engineering learning material for schools

Riferimenti

Per approfondire la terminologia usata in questo modulo, ti invitiamo a leggere la Guida Pratica DARE per l’Inclusione.

Bibliografia

European Commission (2016). What’s in it for youth: opportunities for young people, youth workers and organisations in the youth field – ultimo accesso 8 giugno 2020

Gadoularov, O., Romanica, B. (n.d) Training of Trainers. Using non-formal learning and interactive methods in youth work – ultimo accesso 8 giugno 2020

Gross, R. (2010). Psychology: The Science of Mind and Behaviour. Kokkos, A., (2014). Exams Questions and Answers. Certification of the Teaching Qualification of Trainers for Adults of non-formal education. EOPPEP.

Lipnickienė, K., Siarova, H., van der Graaf, L. (2018). Role of non-formal education in migrant children inclusion: links with schools – ultimo accesso 8 giugno 2020

Northwest Center for Public Health Practice, University of Washington, Shcool of Public Health. (2012). Effective Adult Learning. A Toolkit for Teaching Adults – ultimo accesso 8 giugno 2020

Noye, D., Pireteau, J. (2002). The basic “tools” of the Adult Trainer.

Peace Corps, US. (2004). Nonformal Education (NFE) Manual. – ultimo accesso 8 giugno 2020

Rogers, A. (2002). Adult Education.

Sitografia

European Commission (2013). Green light for Erasmus+: More than 4 million to get EU grants for skills and employability – ultimo accesso 8 giugno 2020

Patel, S. (2017). 9 Strategies for Using Customer Testimonials in Your Content – ultimo accesso 15 maggio 2020

Santora, J. (2020). 30+ Proven Ways to Use Social Proof to Increase Your Conversions (Updated) – ultimo accesso 15 maggio 2020

The Glossary of Education Reform, (2013). Asychnronous Learning. – ultimo accesso 8 giugno 2020

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