Advocacy e disabilità: è il momento giusto!


Le persone con disabilità si trovano spesso ad affrontare una serie di difficoltà, dalla mancanza di infrastrutture all’emarginazione sociale. Pertanto, è estremamente importante plasmare un mondo inclusivo, in cui possano partecipare non come gruppi separati con bisogni speciali, ma come parte integrante del variegato ambiente umano. Per raggiungere questo obiettivo, sia l’advocacy in nome di altre persone che la cosiddetta self-advocacy sono strumenti importanti. Lo scopo di questo modulo è quello di aiutare chi voglia diventare DARE Ambassador a sostenere e promuovere i diritti di giovani PwVHPI (persone con disabilità visiva, uditiva e fisica).

Questo modulo esplora i seguenti argomenti:

  • Cos’è l’advocacy
  • Perché l’advocacy è importante
  • Self-advocacy ed empowerment

Cosa imparerai in questo modulo?

  • Che cos’è l’advocacy e perché è importante;
  • Come si organizza un piano di advocacy;
  • Come responsabilizzare e sostenere giovani PwVHPI in campagne di advocacy.

1. Che cos’è l’advocacy?

La parola advocacy deriva dal latino advocare, “chiamare in aiuto” o “parlare a nome di un’altra persona”, in qualità di consulente legale. Ma che significato ha oggi la parola advocacy? Tutte le persone hanno il diritto di essere trattate allo stesso modo; tuttavia, alcuni gruppi sono solitamente discriminati nella società, sulla base di vari fattori come il sesso, lo status sociale, la razza, l’età, la disabilità. È in tali circostanze che alcuni gruppi (o chi li rappresenta) si esprimono per cercare il riconoscimento e il rispetto dei loro diritti (Waliuya, 2010, p.7) attraverso attività come l’organizzazione di gruppi con obiettivi comuni, il lobbying e le campagne di sensibilizzazione. Questo processo è definito “advocacy”.

Fonte

Nel progetto DARE, ci riferiamo all’advocacy per l’inclusione e il rispetto dei diritti delle persone con disabilità. In questo ambito, troveremo due categorie principali di advocacy (What You Need to Know About Disability Rights Advocates, 2020):

  • l’advocacy legale, ossia quella esercitata da persone con professioni legali, che si occupano di diritti delle persone con disabilità per conto di clienti, governi o organizzazioni;
  • l’advocacy sociale, ossia quella in cui si lavora per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità facendo pressione per la promozione di politiche pubbliche adeguate e di un cambiamento sociale a tutti i livelli.

In queste due categorie rientrano i seguenti tipi di advocacy (What You Need to Know About Disability Rights Advocates, 2020):

  • Advocacy cittadina: è il tipo più comune e frequente di advocacy, in cui si difendono casi specifici, come i diritti di una persona con una determinata disabilità e i diritti collettivi delle persone con questo tipo di disabilità. L’advocacy cittadina, che si basa sul principio di cittadinanza attiva, agisce spesso tramite raccolte di fondi per l’assistenza a lungo termine di persone che non riescono a mantenersi da sole.
  • Advocacy di gruppo: con questo tipo di advocacy, che riunisce persone, organizzazioni, associazioni, ecc., si punta alla garanzia dei diritti di un gruppo di persone con la stessa disabilità o un obiettivo comune per i diritti delle persone con disabilità.
  • Advocacy individuale: situazione in cui una persona difende un’altra persona con disabilità usando un approccio individuale. Per lo più, l’advocacy individuale mira a denunciare e affrontare qualsiasi trattamento discriminatorio subito da una persona con disabilità.
  • Self-advocacy: questo tipo di advocacy avviene quando una persona disabile difende i suoi diritti per raggiungere obiettivi personali, legali, sociali o legati alle politiche pubbliche.
  • Advocacy sistemica: questo tipo di advocacy implica obiettivi di cambiamento sociale a lungo termine che coinvolgono i diritti e gli interessi condivisi delle persone con disabilità. Di solito, si punta a raggiungere gli organi legislativi e i governi, per modificare le politiche pubbliche e promuovere buone pratiche. Il movimento globale per i diritti dei disabili rientra in questo tipo di advocacy.

2. Perché l’advocacy è importante?

Fare advocacy in maniera effettiva è particolarmente importante per le persone con disabilità. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità così come il Quadro dell’UE per la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

(2015), hanno garantito alle persone disabili nuovi diritti e protezioni. Tuttavia, molte barriere attitudinali, economiche, sociali e fisiche/ambientali continuano a minacciare la loro piena partecipazione alla società. Se attuata correttamente, l’advocacy rappresenta uno strumento importantissimo per la promozione dei diritti delle persone con disabilità. Fare advocacy per qualcosa di importante per te è un ottimo modo per innescare cambiamenti nel modo di pensare e agire dell’intera società. Tuttavia, è spesso difficile per giovani PwVHPI (e non) capire da dove iniziare per programmare un’azione di advocacy efficace
(McNamara, 2009).

Fonte

Un primo passo può essere pensare alle possibili risposte alle seguenti domande (Advocacy Toolkit, UNICEF, 2010):

  • Qual è il problema che la tua azione vuole affrontare?
  • Chi si preoccupa di questo problema? Chi è il target/gruppo target?
  • Quali sono i tuoi obiettivi a lungo e breve termine?
  • Hai potenziali alleanze con organizzazione, associazioni, altre persone? Che potere hanno?
  • Chi ha il potere di darvi ciò che volete?
  • Quali altri obiettivi sono coinvolti?
  • Quali sono i punti di forza e di debolezza della tua squadra o organizzazione?
  • Quali risorse può contribuire la tua squadra/organizzazione al raggiungimento dell’obiettivo?
  • In che modo questa azione aiuterà il gruppo target?
  • Quali tattiche si possono usare per ottenere copertura mediatica, lanciare petizioni, azioni dirette, boicottaggi, ecc.)?
  • Quali ostacoli interni/esterni si frappongono tra l’azione di advocacy e l’obiettivo?

3. Self-advocacy ed empowerment

La self-advocacy consiste nell’imparare a parlare per i tuoi diritti, a decidere cosa fare nella tua vita, ad accedere alle informazioni in modo da poter comprendere le cose che ti interessano, a stringere “alleanze” che ti sostengano nel tuo percorso, a conoscere le tue responsabilità, a risolvere i problemi, ad ascoltare e imparare attivamente, a connettersi con altre persone e chiedere aiuto quando ne hai bisogno, e, infine, a imparare l’autodeterminazione (Goodley, 2005). In altre parole, la self-advocacy ti dà la possibilità di avere le conoscenze necessarie per avere successo e la possibilità di partecipare alle decisioni che vengono prese sulla tua vita (Best Practices in Self-Advocacy Skill Building | Center for Parent Information and Resources, 2018).

Fonte

D’altra parte, è fondamentale dare a giovani PwVHPI (e/o provenienti da contesti svantaggiati) la possibilità di imparare a difendere i propri diritti o raggiungere i propri obiettivi. L’advocacy, di qualsiasi tipo, consiste nel far sentire la propria voce: è difficile immaginare di avere potere senza che la propria voce venga ascoltata. Advocacy ed empowerment sono quindi due concetti inestricabilmente legati. Tuttavia, per garantire l’empowerment, non basta ascoltare: è necessario agire sulla base di ciò che dice e manifesta il gruppo target (Empowerment and Self Advocacy, 2020). Sono molti i fattori che possono influenzare l’autostima di una persona con disabilità. Anche le iniziative positive e nate con le migliori intenzioni possono essere minate dai sottili segnali inviati alle persone con disabilità. Un esempio è l’approccio “sovrumano”: le persone con disabilità che eccellono in un particolare sport, o in un determinato settore di studio o di lavoro, sono spesso rappresentate come avvolte da un’aura di sovrumanità, piuttosto che come semplici persone che svolgono una determinata professione. Sarebbe meglio evitare di definire i risultati raggiunti da persone con disabilità come speciali o sovrumani, in quanto questo li distingue e, in un certo senso, separa, dalla società tradizionale.

Allo stesso modo, non è raro che le storie di persone con disabilità siano condivise su internet fino a diventare virali, implicando che debbano essere compatite per convivere con tale “tragedia”: queste storie emotive e strappalacrime a volte si estendono alla famiglia della persona in questione, di nuovo implicando una sorta di “martirio” di parenti e partner per aver sopportato un tale “fardello” come quello di dover convivere con una persona con una disabilità. Altre volte, le loro vite subiscono interferenze da persone in una determinata professione (legale, medica, educativa, ecc.) che sostengono di sapere di che cosa abbiano bisogno le persone con disabilità. Le competenze necessarie per aiutare le persone a decidere che cosa vogliono sono diverse da quelle necessarie per dire alle persone quali sono i loro bisogni (Empowerment and Self Advocacy, 2020). Allora, cosa puoi fare per dare potere (= to empower) a giovani PwVHPI? Ecco alcuni consigli (Nixon, T., & O’Neil, K. 2015):

  • Crea obiettivi adatti e raggiungibili. Una valutazione dettagliata della situazione è necessaria per creare obiettivi appropriati. Per esempio, discuti con la persona con cui stai collaborando e pensate insieme ai suoi di forza che possono aiutarvi nel raggiungimento di un obiettivo piuttosto che un altro.
  • Usa un approccio proattivo. Incoraggia la persona con cui stai collaborando: non bastano le parole! Devi credere “attivamente” nelle sue capacità e influenzarla con la tua energia positiva.
  • Avvicinati alla famiglia. Questo è un consiglio molto importante, perché alcune famiglie possono non avere esperienza in questo tipo di attività. Potrebbe essere stato detto loro continuamente che giovani con determinati tipi di disabilità non possono fare questo, non possono fare quello, ecc. Questo tipo di ambiente può influenzare negativamente una persona, che potrebbe iniziare a credere veramente di non poter fare determinate cose e sentirsi sconfitta in partenza. Indirizzate le attività di empowerment anche verso le famiglie di giovani PwVHPI con cui state collaborando.
  • Insegna a giovani PwVHPI una nuova abilità (ad esempio cucinare, cantare, suonare un nuovo strumento musicale, ecc.): imparare qualcosa di nuovo è spesso stimolante, in quanto questa nuova abilità potrebbe influenzare positivamente la vita della persona con cui stai collaborando, aumentando la sua autostima e la fiducia nelle proprie capacità!

Attività 4.1

Titolo modulo Advocacy e disabilità: è il momento giusto!
Titolo attività Radici e rami
Codice A4.1
Durata 10-20 minuti
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Lo scopo di questa attività è quello di aiutare giovani a dare una struttura al loro intervento di advocacy, ossia a considerare le connessioni tra il problema che vogliono difendere, le cause e i possibili effetti del loro intervento.
Materiali Materiale per prendere appunti, penne o matite, un dispositivo digitale come computer, laptop, tablet o smartphone con accesso a internet.
Istruzioni

Fase 1

Prendi un foglio bianco e disegna un albero con radici e rami.

Fase 2

Ora prenditi un po’ di tempo e pensa alla causa che vuoi sostenere. Qual è il problema che la tua azione deve affrontare? Chi si preoccupa di questo problema? Chi è il gruppo target? Scrivi il problema sul tronco dell’albero. Per esempio: “Non tutti gli edifici della mia scuola hanno rampe per sedie a rotelle”

Fase 3

Ora è il momento di pensare alle cause e all’impatto di questo problema. Come avrai intuito, le radici rappresentano le cause principali del problema, i rami l’impatto. Chiediti: “Perché questo accade?”, e scrivi la causa su una radice: cerca di trovare tante ragioni plausibili in modo da avere una visione del problema a 360 gradi. Ora fai lo stesso per l’impatto. Quali sono gli effetti di questo problema? Chi ha colpito e come? Scrivi le risposte sui rami dell’albero.

Fase 4

Ora che il tuo albero è pronto, può aiutarti ad avere una visione d’insieme del problema che vuoi contribuire a risolvere.

Attività è adattata dall’attività Roots and Branches (presente nel manuale Bookmarks).

Attività 4.2

Titolo modulo Advocacy e disabilità: è il momento giusto!
Titolo attività Advocacy in teoria: spunti di riflessione
Codice A4.2
Durata 20-30 minuti
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Lo scopo di questa attività è quello di aiutare giovani PwVHPI e non, a mettere in pratica le loro azioni di advocacy.
Materiali Materiale per prendere appunti, penne o matite, un dispositivo digitale come computer, laptop, tablet o smartphone con accesso a internet.
Istruzione

Fase 1

Leggi i seguenti scenari:

Scenario 1

Hai un colloquio per il lavoro dei tuoi sogni. Questo posto non ha mai assunto persone sotto i 21 anni. Come sosterresti il colloquio?

Scenario 2

Un panificio locale a conduzione familiare è sotto pressione da parte del proprietario del fondo, che vuole vendere fondo e attività ad un grande investitore. Le persone proprietarie del panificio, invece, vorrebbero mantenere l’attività in famiglia. Come interverresti per fare in modo che il panificio rimanga a conduzione familiare?

Fase 2

Ora prendi un foglio e, per ogni scenario, pensa e scrivi le risposte alle seguenti domande:

  • Quali sono i bisogni individuali o di gruppi?
  • Qual è l’obiettivo finale?

Fase 3

Sempre sullo stesso foglio, scrivi le informazioni di cui hai bisogno per pianificare l’attività di advocacy. In seguito, fai una ricerca approfondita: per esempio, che tipo di competenze che già possiedi possono aiutarti nel lavoro dei tuoi sogni? Da quanto il panificio si trova nel quartiere?

Fase 4

Ora, scrivi i tuoi pensieri a ruota libera: concentrati sui tuoi argomenti e sulle persone con cui dovrai parlare.

Cose da tenere a mente:

  • Individua le differenze nel processo di self-advocacy e advocacy di gruppo: quale tipo di advocacy ti sembra più facile?
  • Assicurati di avere abbastanza informazioni: fare advocacy con una quantità limitata di informazioni può essere difficile e condurre a risultati deludenti;
  • Alcuni casi possono richiedere più pianificazione e ricerca di altri, specialmente quando si difende un altro gruppo o un tema che non si conosce molto bene. Non arrenderti!

Attività adattata dal toolkit I am a LEADER.

Attività 4.3

Titolo modulo Advocacy e disabilità: è il momento giusto!
Titolo attività L’advocacy nella pratica
Codice A4.3
Durata 40-50 minuti
Tipo di risorsa Scheda attività
Scopo dell’attività Lo scopo di questa attività è quello di aiutare giovani (PwVHPI e non) a praticare l’advocacy per i diritti delle persone con disabilità.
Materiali Materiale per prendere appunti, penna o matita, un dispositivo digitale come computer, laptop, tablet o smartphone con accesso a internet.
Istruzioni

Fase 1

Quali sono le principali sfide e barriere affrontate dalle persone con disabilità nel tuo paese? Elencale su un foglio.

Fase 2

In caso ne avessi scritte più di 5 (com’è probabile che sia), seleziona le 5 barriere che devono essere abbattute con più urgenza.

Fase 3

Per ogni grande sfida o barriera selezionata, identificane le possibili cause. Guarda ogni barriera da tutte le prospettive che ti vengono in mente.

Fase 4:

Quali tra le cause elencate per ogni barriera, ti sembrano essere le più significative?

Fase 5

Ora considera queste domande sul tuo lavoro di advocacy (presente e futuro che sia):

  • Stai già lavorando a piani di advocacy per abbattere una, alcune o tutte le barriere identificate? Come?
  • Stai affrontando le cause alla base delle barriere? Come?
  • Quali aspetti dell’advocacy per l’abbattimento delle barriere sarebbero più difficili da affrontare per te? Perché?
  • Vorresti aggiungere altri temi alla tua attività di advocacy, magari tra quelli identificati in questo esercizio?

Fase 6

A questo punto, dovrai scoprire se ci sono gruppi nella tua comunità stanno lavorando sugli stessi problemi che hai identificato.

Fase 7

Considera queste domande su questi gruppi, che, potenziamente, potrebbero diventare tuoi alleati nella lotta per i diritti delle persone con disabilità:

  • Condividete gli stessi obiettivi?
  • Il vostro rispettivo lavoro può completarsi e sostenersi a vicenda?
  • Cosa puoi offrire alla collaborazione – in termini di competenze e conoscenze personali e supporto e sostegno della tua organizzazione/gruppo di advocacy?
  • Cosa ha da guadagnare la tua organizzazione/gruppo da questa collaborazione?
  • Ci sono potenziali problemi nella collaborazione con altri gruppi?

Attività è adattata dal toolkit I am a LEADER.

Approfondimento 4.1

Titolo modulo Advocacy e disabilità: è il momento giusto!
Titolo risorsa Disability Rights Advocacy Workbook
Codice R4.1
Introduzione Questa risorsa vuole facilitare la preparazione di azioni di advocacy per le persone con disabilità. Ogni sezione della guida risponde a domande chiave sull’advocacy e include esercizi che ti aiuteranno ad approfondire la tua comprensione teorica e pratica dei concetti chiave presentati nel testo. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Grazie a questa risorsa, sarai grado di rendere più efficace la tua azione di advocacy per i diritti delle persone con disabilità, e non solo!
Link Disability Rights Advocacy Workbook

Approfondimento 4.2

Titolo modulo Advocacy e disabilità: è il momento giusto!
Titolo risorsa Advocacy Toolkit
Codice R4.2
Introduzione Questo Advocacy Toolkit nasce dall’esperienza di UNICEF nella difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: tramite una sistematizzazione dei sistemi di advocacy, il Toolkit presenta buone pratiche e sviluppa approcci innovativi. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Studiando il Toolkit, potrai acquisire competenze e conoscenze fondamentali per lo sviluppo di un’azione di advocacy efficiente ed efficace.
Link Advocacy Toolkit

Approfondimento 4.3

Modulo titolo Advocacy e disabilità: è il momento giusto
Titolo risorsa Self Advocacy Start-Up Toolkit
Codice R4.3
Introduzione Il Self Advocacy Startup Toolkit presenta e descrive gli strumenti che puoi utilizzare per avviare e sostenere un’azione di self advocacy. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa Con questo toolkit, approfondirai il concetto di self-advocacy, la sua storia e i suoi valori. Capirai inoltre come motivare le tue scelte (in termini di contenuto dell’azione, modalità, target group, ecc.) in attività di self-advocacy.
Link Self Advocacy Start-Up Toolkit

Approfondimento 4.4

Titolo modulo Advocacy e la disabilità: è il momento giusto!
Titolo risorsa Media Guidelines For The Portrayal of Disability
Codice R4.4
Introduzione Queste linee guida hanno lo scopo di fornire consigli pratici ai media su come promuovere immagini positive e inclusive delle persone con disabilità, per contribuire alla promozione di un ambiente di non discriminazione e pari opportunità per le persone disabili a tutti i livelli dell’economia e della società. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa In queste linee guida, imparerai come la rappresentazione sui media di una determinata categoria di persone possa influenzare il modo in cui quel gruppo viene percepito dal resto della società. Puoi usare e consigliare questa risorsa nelle tue azioni di advocacy e contribuire a fare la differenza!
Link Media Guidelines For The Portrayal of Disability

Approfondimento 4.5

Titolo modulo Advocacy e la disabilità: è il momento giusto!
Titolo risorsa 2030 Agenda Introductory Toolkit: The Inclusion of Persons With Disabilities
Codice R4.5
Introduzione Questo toolkit introduttivo presenta l’Agenda 2030, ossia gli obiettivi che si sono prefissati gli Stati membri dell’ONU per quanto riguarda l’inclusione delle persone con disabilità. La risorsa è in lingua inglese.
Perché questa risorsa? Grazie a questo toolkit, avrai una visione generale dell’Agenda 2030 e del concetto di inclusione. Usa questa risorsa per elaborare azioni di advocacy basate su bisogni reali e su cui gli stati si sono impegnati a lavorare: in questo modo, la tua azione sarà più efficace!
Link 2030 Agenda Introductory Toolkit: The Inclusion of Persons With Disabilities

Riferimenti

Per approfondire la terminologia usata in questo modulo, ti invitiamo a leggere la Guida Pratica DARE per l’Inclusione.

Bibliografia

Goodley, D. (2005). Empowerment, self-advocacy and resilience – ultimo accesso 10 luglio 2020

McNamara, G. (2009). The Concept Of Advocacy For People With Learning Disabilities In Ireland

Sitografia

UNICEF, Advocacy Toolkit (2010) – ultimo accesso 17 luglio 2020

Best Practices in Self-Advocacy Skill Building | Center for Parent Information and Resources. (2018) – ultimo accesso 28 agosto 2020

Convention on the Rights of Persons with Disabilities (CRPD) | United Nations Enable. (2006) – ultimo accesso 16 dicembre 2020

EU Framework for the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities. (2015) -. ultimo accesso 16 dicembre 2020

Empowerment and Self Advocacy (2020) – ultimo accesso 16 dicembre 2020

Nixon, T., & O’Neil, K. (2015). 6 Ways to Empower Foster Youth to Advocate for Themselves – ultimo accesso 10 luglio 2020

SARTAC. (2017). Self Advocacy Start-Up Toolkit. – ultimo accesso 10 luglio 2020

Waliuya, W. (2010). Disability Rights Advocacy: An advocacy manual for disability rights activists. – ultimo accesso 23 agosto 2020

What You Need to Know About Disability Rights Advocates (2020) – ultimo accesso 15 settembre 2020

Torna su